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Un tranquillo venerdì di Anarchia

Siamo appena tornati dai festeggiamenti per la prima di Un posto che si chiamasse Anarchia. Il primo ringraziamento, il più grande e fuori concorso, va indiscutibilmente a Faber. Ancora una volta ci ha donato la possibilità di entrare in comunicazione con tante anime, attraverso il linguaggio del libero canto e il libero pensiero, e ci ha offerto l’ccasione di cambiare.

Il grande riscontro del pubblico ha completamente spazzato via i piccoli timori che avevamo alla vigilia. Non sapevamo come gli spettatori di Amico Fragile avrebbero accolto uno spettacolo che, forse per la prima volta, è stato costruito più su un concetto che sulla necessità di suonare tutti i grandi successi di Fabrizio. Il concetto è naturalemente quello della libertà, dell’Anarchia e della lotta per il rispetto della propria e altrui umanità.

Il sonno e la voglia di fare ancora meglio domani non ci permettono di essere più precisi. La mancanza di foto, ci impedisce invece di essere più professionali. E’ solo questione di tempo. Tra qualche giorno metteremo online qualche estratto di “Un posto…”, sperando di fare contenta qualcuna delle persone che non sono riuscite ad entrare e che, salvo miracoli non troveranno posto neppure domani.

E ora, con permesso, crolliamo. A presto con nuove mirabolanti avventure.

PS Vi saremmo grati se voleste contattarci per passarci le foto che avete fatto durante la serata. Basta scrivere una mail a info@artenovecento.net.

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