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Settimana Anomala Part III: Copertino

COPERTINO – Circolo ARCI I Sotterranei – 16 Settembre

La data del Circolo ARCI I Sotterranei segna una svolta nella settimana anomala degli Artenovecento. Per la prima volta ci diamo un orario e non solo lo rispettiamo, ma arriviamo anche in anticipo! Merito in effetti anche del tempo non proprio favorevole che ci spinge ad abbandonare anzitempo la spiaggia di Gallipoli, scelta come luogo per espiare i peccati del pranzo a base di pesce. Invece delle 18:00 preventivate, raggiungiamo Copertino alle 17:00, e meno male perché tanto per cambiare qua c’è una festa patronale e le strade di li a poco verranno chiuse per la processione.

Parcheggiamo il Galaxy di fronte alla Colonna di un santo che potrebbe essere San Sebastiano, e aspettiamo Gian Maria in un bar adiacente il Circolo. Gian Maria, che ci stava preparando la casa al mare, non tarda molto ad arrivare. Il nostro uomo è nientepopodimeno che un fratello metallaro col quale ci intendiamo subito alla meraviglia. Evidentemente quando Matteo sostiene che il Metal e De André non sono poi così distanti non ha tutti i torti. Sicuramente il fatto che un locale che propone musica Metal chiami anche un gruppo come il nostro ha un significato forte: la bella musica non ha genere, in realtà.

Gian Maria ci indica l’ingresso del circolo e Matteo cerca di infilarsi col Galaxy nello strettissimo vicolo da cui si accede ai Sotterranei. Il locale è molto bello, vi si respira vera aria di circolo culturale e musicale, non di bar, come spesso succede nei circoli arci nostrani. La sala dove suoneremo è piccola ma attrezzata per concerti seri. Mentre aspettiamo il tecnico del locale (da noi è una cosa inverosimile disporre di un tecnico, mai successo), Matteo si lancia in una “Genesi” gucciniana tanto per ammazzare il tempo e farsi due risate in compagnia. Nel frattempo Fabrizio e Francesca riprendono e fotografano ogni angolo de I Sotterranei, e speriamo che prima o poi ’ste foto gìrino.

Di li a poco arriva il mixer-man che in men che non si dica ci permette di ultimare i suoni con ampio anticipo sull’orario del concerto. Siamo tutti stanchissimi, ma per fortuna Gian Maria ci viene in soccorso con le lasagne fatte da lui stesso. Deliziose. Nel dopocena Matteo collassa, gli altri vanno a godersi la processione e i fuochi della festa patronale di Copertino: sicuramente la più esagerata vista fino a questo momento.

Al risveglio Matteo prova ad inoltrarsi tra la folla, ma un socio del circolo lo prende metaforicamente per le orecchie e gli consiglia caldamente di non uscire “con quella maglia”. Trattasi della maglietta degl Skiantos con titolo dell’ultimo album “Dio ci deve delle spiegazioni”. Effettivamente uscire tra i fedeli in estasi conciato in quel modo… Quindi si ricoprì “e riuscì a veder le stelle”.

Arrivano le 23:00 e dopo aver affogato l’attesa nel Borghetti, offerto a pieni calici dall’incantevole barista del locale di cui non ricordiamo il nome, si comincia.

Siamo tutti un po’ straniti, non ci capita da tempo di suonare così attaccati al pubblico, in una sala così piccola. Sembra quasi un’audizione. Il pubblico poi è attentissimo, suonano quasi tutti qua, e questo ci spinge a dare il meglio. Nonostante si tratti di un locale per concerti prevalentemente rockeggianti, la clientela conosce benissimo Faber e canta per tutto il concerto assieme a noi. Nessun cedimento nemmeno per i pezzi meno easy come Sidun e Khorakhané: i Sotterranei vincono il premio dell’attenzione e del calore partecipando anche ad un improvvisato balletto sul finale di Volta la carta.

Finisce così l’ennesimo concerto e decidiamo di concederci qualche birra prima di smontare il palco e farci accompagnare a casa di Gian Maria, di cui saremo ospiti per la notte. Gian abita in riva al mare in una località di cui sconosciamo il nome, ma sufficientemente lontata per non sentire i botti del mattino di Copertino. Continua a migliorare il tempismo degli Artenovecento, alle 10:00 siamo già nel bar per fare colazione, nel forno per comprare tante buone cose per il viaggio verso Grottammare (AP), e infine davanti ad una produttrice che lavora proprio nel forno dove acquistiamo gli ultimi taralli: quando si ha il fiuto per gli affari…

Ripartiamo verso Grottammare con la promessa di suonare all’Alcatraz di Milano (time will tell). Ma visto il posto in cui suoneremo tra qualche ora, va benissimo anche se non succederà.

Dopo due giorni e mezzo di Salento ritorniamo verso nord. Salutiamo i fichi d’india e gli ulivi con la speranza di rivederli l’estate prossima, se non prima e cavalchiamo senza indugio alcuno fino alla provincia di Ascoli Piceno. Nel tragitto attraversiamo lande dai nomi evocativi come Val Vibrata e Marotta Mondolfo: vi state chiedendo cosa vogliamo dire? The answer my friend, is blowing in the wind…

Alla Vineria, alla Vineria!

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