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Un grazie a tutti gli anarchici di Cesenatico

Anarconovecento

Ieri sera si è concluso, per il momento, il nostro viaggio verso Un posto che si chiamasse Anarchia. Ci teniamo a ringraziare i tanti anarchici intervenuti e che hanno dato un senso allo sforzo di mesi e mesi di lavoro intervenendo nelle giornate di venerdi 22 gennaio e sabato 23 gennaio 2010 alla IX edizione di Amico Fragile. Sapevamo che non sarebbe stato uno spettacolo facile da digerire, ma avete avuto un stomaco in grado di macinare anche i sassi.

Non dimenticheremo facilmente il lunghissimo applauso al termine dell’esecuzione di Storia di un impiegato. Ne siamo orgogliosi perché è un disco a cui teniamo tutti molto, nonostante non fosse tra i preferiti di Fabrizio. Ma la sua bellezza e la sua sconcertante attualità ne fanno a nostro giudizio uno dei capitoli più significativi dell’intera opera deandreana.

Crediamo sia andato quasi tutto bene, salvo qualche scherzetto dell’emozione, ma speriamo si sia capito.  Ci siamo molto divertiti a salutarvi grazie all’improvvisata della mitica Banda dei Disertori, che con l‘Internazionale e A las barricadas vi hanno accompagnati fino all’uscita. Avremmo dovuto unirci a loro ma i tempi tecnici non ce lo hanno permesso. Davvero peccato!

Pare che questa volta ci sarà la possibilità di portare lo spettacolo anche in altri contesti, fuori da Cesenatico. Lo comunicheremo presto a chiunque non sia riuscito ad entrare a teatro, e per quanti volessero rimettersi in viaggio per il paese di Utopia.

Faber vive, è un dato di fatto.

PS ricordo a tutti quanti di contattarci in caso aveste fatto fotografie o riprese della serata. I nostri archivi ne hanno estremo bisogno!

Un tranquillo venerdì di Anarchia

Siamo appena tornati dai festeggiamenti per la prima di Un posto che si chiamasse Anarchia. Il primo ringraziamento, il più grande e fuori concorso, va indiscutibilmente a Faber. Ancora una volta ci ha donato la possibilità di entrare in comunicazione con tante anime, attraverso il linguaggio del libero canto e il libero pensiero, e ci ha offerto l’ccasione di cambiare.

Il grande riscontro del pubblico ha completamente spazzato via i piccoli timori che avevamo alla vigilia. Non sapevamo come gli spettatori di Amico Fragile avrebbero accolto uno spettacolo che, forse per la prima volta, è stato costruito più su un concetto che sulla necessità di suonare tutti i grandi successi di Fabrizio. Il concetto è naturalemente quello della libertà, dell’Anarchia e della lotta per il rispetto della propria e altrui umanità.

Il sonno e la voglia di fare ancora meglio domani non ci permettono di essere più precisi. La mancanza di foto, ci impedisce invece di essere più professionali. E’ solo questione di tempo. Tra qualche giorno metteremo online qualche estratto di “Un posto…”, sperando di fare contenta qualcuna delle persone che non sono riuscite ad entrare e che, salvo miracoli non troveranno posto neppure domani.

E ora, con permesso, crolliamo. A presto con nuove mirabolanti avventure.

PS Vi saremmo grati se voleste contattarci per passarci le foto che avete fatto durante la serata. Basta scrivere una mail a info@artenovecento.net.

Gli Artenovecento riportano De André a Cesenatico

Amico Fragile 2010: De André CesenaticoCi risiamo quasi! Anche quest’anno saremo i protagonisti di Amico Fragile, l’omaggio che ARCI Cesena dedica tutti gli anni a Fabrizio De André.  Il 22 e 23 gennaio 2010 saremo nuovamente ospiti del Teatro Comunale di Cesenatico per salutare degnamente Fabrizio con uno spettacolo completamente nuovo.

Un posto che si chiamasse Anarchia è un discorso improntato sul repertorio più marcatamente politico del cantautore. Le canzoni di Storia di un impiegato, Se ti tagliassero a pezzetti, sono soltanto alcuni dei pezzi che testimoniano l’ideale anarchico al quale Faber non ha mai fatto mistero di aderire.

L’anarchismo di de André parte da lontano, si nutre dei concetti di Malatesta, delle canzoni di Brassens, dei moti di protesta di ogni tempo e luogo. Mette a nudo i limiti della società borghese, fatta di costrizioni da accettare senza spirito critico. Sono confini che nemmeno De André è riuscito ad abbattere, e che esistono tutt’ora. Ma è la tensione ideale verso la giustizia che rende sempre più importante e attuale l’opera sua e di tutti gli artisti che, nonostante tutto, non si sono arresi e non si arrendono al dilagare dell’omologazione contemporanea.

Ascoltare e cantare ancora De André significa contribuire ad un pensiero che piega le lancette del tempo, abbatte i confini geografici, strappa i paraocchi ai somari dello status quo, rompe le catene agli schiavi della paura a orologeria, e continua pieno di dubbi e di bellezza, e soprattutto libero…

…verso un posto che si chiamasse Anarchia.

CAMMINATE CON NOI
il 22 e 23 GENNAIO 2010
al Teatro Comunale di Cesenatico
ore 21,00
PRENOTAZIONE CONSIGLIATA
0547 79274 – 0547 79255

Marchino al premio Tenco col vincitore Max Manfredi!

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Marco “Marchino” Frattini, nostro formidabile batterista, parteciperà da vincitore alla serata finale del Premio Tenco assieme a Max Manfredi, grande portavoce della scuola cantautorale genovese, col quale Marco collabora da quasi un anno.

Per noi AltriNovecento è sempre stato motivo di grandissimo orgoglio poter dividere il palco con Marchino, e in questa occasione non possiamo che confermare tutto il nostro apprezzamento per le sue doti di musicista. Sulle doti umane invece non ci esprimiamo, ma se riusciamo a sopportarci a vicenda vuol dire che una gran brutta persona non è.

Chi volesse seguire Marchino può farlo ascoltando la diretta su Radio 2 che Caterpillar dedicherà al Premio Tenco 2009 venerdì 13 novembre.